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Visualizzazione dei post con l'etichetta Racconti a dieci mani

RACCONTI A DIECI MANI : Decimo racconto

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  NELLA TESTA DI UNA DONNA Disteso sul letto rimuginava su quel che era successo il giorno prima e si interrogava. L'aveva portata a cena fuori, avevano riso e parlato e dopo...a casa sua...lui aveva avuto una bella erezione e avevano fatto sesso. Tutto sommato una bella serata. Quindi? Perché quel biglietto? Di cosa si vergognava? Ad un tratto si addormentò e sognò di entrare nella sua testa...Cazzo che disordine! In realtà era come l’aveva sempre immaginata, confusa, con abissi profondi e ripide salite seguite da interminabili discese. Eppure che contraddizione quello stato caotico con il modo in cui effettivamente si presentava esternamente: attenta alla gestione della casa, con un’attitudine naturale all’ordine e alla pulizia, paziente ed obbediente, con un carattere docile e mai aggressivo, che supporta il suo uomo nei percorsi tortuosi della vita, perché come si sa ‘dietro ogni grande uomo si nasconde una grande donna’…dietro! Le donne, ecco il loro mistero, ecco perché s...

RACCONTI A DIECI MANI : Nono racconto

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Diciamoci la verità: tutto questo non sarebbe partito senza quel wurstel in bermuda a fiori, impertinente e sfarzoso come un cordon bleu a carnevale. In attesa della calura delle sette guardava il disastro che avrebbe combinato sul piatto del suo amico Alessandro, il polipetto batterista. Non fu costretta ad aspettare a lungo prima che la facile profezia si avverasse. Il contenitore si scompose in tantissime particelle che furono attirate al centro come da un magnete. Venne fuori un odore nauseante che si mischiò a quello del vomito spiaccicato sulle pareti ormai da giorni. Sì, perché era diventata comune e tacita decisione la sperimentazione della reazione di qualsiasi cosa fosse materia all’interno del microonde. Più i giorni passavano, più le trovate più disgustose sembravano geniali, più il sudiciume avanzava. Avanzi di cibo, escrementi, bile mista a succhi gastrici, tutto prendeva forma nuova e misteriosa, una nuova vita…o almeno così veniva percepita dai partecipanti al ri...

RACCONTI A DIECI MANI : Ottavo racconto

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OTTAVO RACCONTO Per strada Non riusciva a capire a cosa servisse sottoporsi al trattamento di agopuntura. Il dottore le spiegò che per venire fuori da questa epidemia fosse necessario procedere lentamente a discuterne prima. Mentre era seduto lì sul lettino ad un certo punto entrò l’infermiera con un vassoio con tante siringhe messe in fila e fu così che svenne.  La stanza scomparve e quel non luogo lo angosciava, vagò nel nulla fino ad arrivare a due finestre chiuse, cercò un modo per aprirle, prima una poi l’altra, ma non avevano nessuna maniglia, nessuna leva, nulla che le potesse far smuovere dalla loro rigidità. Diede dei pugni sulle vetrate e sentì dei colpi attutiti, sordi, non erano vetri. Cercò di guardare attraverso la loro opacità e gli sembrò di riconoscere i suoi baffi che si levavano ritti e più giù le sue scarpe. Cadde all’indietro, ma il pavimento che gli era sembrato così duro quando ci camminava su, era in realtà soffice e caldo a contatto col suo sedere. Si sdr...

RACCONTI A DIECI MANI : Settimo racconto

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  Settimo racconto La Cinquecento Ogni volta la stessa storia, che cosa aveva sempre da lamentarsi? Non era mai uscita dalla fase della ribellione adolescenziale. Cambiò marcia, il cellulare cominciò a suonare e scivolò sotto il sedile. Provò a riprenderlo, ma si tagliò il dito, merda! Di certo poteva aspettare di fermarsi per riprenderlo, non doveva necessariamente aspettare di arrivare alla sua destinazione, bastava anche un semaforo rosso… ma questa volta aveva preso in pieno l’onda verde, che per la maggior parte degli automobilisti è solo una leggenda! Pensò al personaggio truce dell’ultimo racconto che stava leggendo, a come avrebbe affrontato quella situazione, sarebbe stata sicuramente villana. Immaginò nella sua testa l 'armata delle maledizioni che avanzava sulla cappotta, pronta a sferzare l'attacco sul fronte est del parabrezza e lei che mentre si dava una smanacciata nelle mutande avvistava un ragno d'acciaio in avanscoperta sul tergicristalli che inverosimi...

RACCONTI A DIECI MANI : Sesto racconto

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Sesto racconto Bangla   Mi dissero che il "cinema" era iniziato un'oretta prima, quando Peppe entrò nudo e strafatto dal Bangla di via San Felice, il povero immigrato lo guardava allibito come se avesse visto la madonna dei sette veli, al mio arrivo la polizia lo aveva già arrestato, ormai era fatta Peppe era fottuto.  Dopotutto non era la prima volta che si concedeva simili stravaganze, pensò mentre nella mente passava in rassegna le immagini che negli anni aveva accumulato e archiviato nella cartella “Cazzate di Peppe”. Eppure ad ogni ultima aveva sempre ottimisticamente pensato che peggio di così non sarebbe riuscito a fare. Certo, probabilmente se lui fosse arrivato prima magari sarebbe riuscito a fermarlo, anche se era dura fargli cambiare idea quando l’aveva già compiutamente elaborata, una testa di cazzo così cocciuta non l’aveva mai conosciuta!  E ora gli aveva rovinato anche la fottuta serata, ne aveva fatta di strada e solo perché quello che cercava era la top...

RACCONTI A DIECI MANI : Quinto racconto

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  Quinto racconto Ad una galleria di arte contemporanea Era appena entrata, aveva da tempo preso il biglietto e non voleva rinunciarci, neanche la dissenteria che la prostrava da due giorni l’aveva trattenuta. Superato all’ingresso quell’idiota che aveva conosciuto ad una festa, che per sfortuna l’aveva riconosciuta e la bloccava raccontandole della sua rinoplastica, era corsa al guardaroba e poi in bagno. Appena seduta cominciò a maledirsi per non essersi portata dietro la carta igienica.  Certo la giornata poteva volgere al peggio e lei doveva avere una strategia che l’aiutasse a ridurre i danni al minimo. Seduta sul cesso pensò che sicuramente era fondamentale conoscere tutti i punti toilette presenti sui diversi piani e soprattutto fare attenzione ai minimi segnali così da arrivarci per tempo. E’ cosa nota che i bagni solitamente giocano ad essere occupati proprio quando se ne ha più bisogno! Si tirò su, si guardò allo specchio, era pallida oltre il suo solito pallore, l...

RACCONTI A DIECI MANI : Quarto racconto

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                                                                                          -    In stazione - Non riusciva a vedere gli orari sul tabellone, le sarebbero serviti gli occhiali, ma li aveva dimenticati sul comodino in albergo, così cominciò a chiedere in giro “Mi scusi, mi scusi, ho perso il treno! c’è per caso un viaggio della Fatabus?”. Alzando il sopracciglio l’anziano rispose “Signorina, io l’unica che conosco è la Satabus! si vede che non viaggia spesso!”. Aveva ragione, non viaggiava da molto tempo, pensò appena si fu accomodata sulla sua poltrona ed ebbe messo su le cuffie per ascoltare il podcast che aveva scaricato. Cullata dal movimento e dal suono della voce che aveva nelle orecchie si addorm...

RACCONTI A DIECI MANI - TERZO RACCONTO

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  Terzo racconto Al balcone Appoggiato alla ringhiera del settantacinquesimo piano, guardando l’asfalto, si stava spalmando la crema marrone. Poi con la merda in faccia sputò in testa ad un girovago. Chissà cosa gli era arrivato del suo sputo a quello stronzo che se ne andava in giro senza vergogna, ma di certo qualche gocciolina lo aveva preso. Che poi ne era sicuro, era il ficcanaso del cinquantaseiesimo piano! Era troppo distante per poterlo riconoscere, ma per quella sfacciataggine nel camminare lento e sicuro non poteva che essere lui. Lo odiava! Lo odiava soprattutto quando lo incontrava in ascensore e lo salutava con un cordiale buongiorno e col sorriso. Sempre quel cazzo di sorriso! Continuò a massaggiare la crema sul viso, la confezione diceva di continuare con moti circolatori per almeno cinque minuti e poi lasciare agire per venti prima di risciacquare abbondantemente con acqua. Tentò di lavarsi le mani, l’impasto scivolò via, ma quel colore marrone si insinuò nei ...

RACCONTI A DIECI MANI: CALENDARIO PUBBLICAZIONI RACCONTI

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  RACCONTI A DIECI MANI : CALENDARIO PUBBLICAZIONI RACCONTI 24/04/2021 - PRIMO RACCONTO : Allucinazioni da quarantena?  13/05/2021 - SECONDO RACCONTO : In un posacenere  27/05/2021 - TERZO RACCONTO : Al balcone 10/06/2021 - QUARTO RACCONTO : In stazione  24/06/2021 - QUINTO RACCONTO : Ad una galleria d'arte 08/07/2021 - SESTO RACCONTO : Bangla  22/07/2021 - SETTIMO RACCONTO : La cinquecento  05/08/2021 - OTTAVO RACCONTO : Per strada 19/08/2021 - NONO RACCONTO : All'interno di un microonde  02/09/2021 - DECIMO RACCONTO : Nella testa di una donna

SECONDO RACCONTO: IN UN POSACENERE

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  In un posacenere Jack il tossico adorava i cioccolatini Mozart, prese quello a forma di foglia, accese la sua paglia truccata e iniziò il suo viaggio. Si ritrovò nel posacenere, tra le cicche e tante cose strane. Perché lo teneva sempre così pieno? Si chiedeva ora che gli sembrava di attraversare un territorio di animali enormi indaffarati in canoe di tappi di birra e massi di arachidi da oltrepassare. Un percorso ad ostacoli che lui stesso aveva creato, “maledetta pigrizia!” si diceva con rassegnazione, senza alcuna speranza in un cambiamento possibile. Si conosceva bene Jack, erano anni che purtroppo conviveva con se stesso. Con un balzo si portò in una radura e in lontananza vide la signora che ancheggiava decisa. Sapeva dove stava andando e di fatto, appena l’ebbe raggiunta, la giraffa sniffò il tabacco avanzato. “Ma l’elettrocardiogramma del dottore Luca Nicotino sfatò la malattia l’ultima volta che mi aveva visitato!”, si ricordò per concedersi l’evasione, e, piazzato di fi...

PRIMO RACCONTO : ALLUCINAZIONE DA QUARANTENA?

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                                                                                                                          CLICCA PER ASCOLTARE   Allucinazione da quarantena?   Erano passati alcuni minuti e ancora sul gabinetto stava il poliziotto col folletto su per il culo. Era successo tutto senza che se ne accorgesse, un attimo prima se lo era visto saltellare sul pavimento. Da dove cazzo era venuto fuori? aveva avuto il tempo di pensare e ZACK! era sparito nel suo deretano. La sua compagna voleva mettere la molletta sul naso per il tanfo di ...

RACCONTI A DIECI MANI

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Un soggetto, un luogo, cosa suggeriranno a cinque persone differenti per formazione ed esperienza? I pensieri, i linguaggi, sia pur distanti vengono uniti in storie differenti.  Così nasce "Racconti a dieci mani"! I personaggi di ciascun racconto sono sconclusionati, volgari, arrivisti, odiatori, con un rapporto solitario con la realtà che non si rispecchia nella società. Non sono interessati ad essere compresi, sopravvivere all’incubo della vita è la missione. Per quanto disprezzata ci si trascinano dentro, a loro modo, con lentezza e distorsione, senza ambizione galleggiano fra ciò che accade senza interferire o volontà. Accade ciò che deve accadere e l’accettazione della loro condizione è un punto saldo che li accomuna. Per conoscerli bisogna leggere i loro mondi a mente aperta, le loro riflessioni potrebbero essere le nostre stesse.