PRIMO RACCONTO : ALLUCINAZIONE DA QUARANTENA?
Allucinazione da quarantena?
Erano passati alcuni minuti e ancora sul gabinetto stava il poliziotto col folletto su per il culo. Era successo tutto senza che se ne accorgesse, un attimo prima se lo era visto saltellare sul pavimento. Da dove cazzo era venuto fuori? aveva avuto il tempo di pensare e ZACK! era sparito nel suo deretano.
La sua compagna voleva mettere la molletta sul naso per il tanfo di chiuso. Aveva provato ad aprire la piccola finestra che si affacciava sulla strada, ma nulla era cambiato, cosi si era sbilanciata per metà busto a penzoloni sul davanzale con gli occhi chiusi e la bocca spalancata. Riacquistata la vista ci aveva messo un po’ a mettere a fuoco la figura che si agitava davanti al portone difronte. Eh no! No, non si sbagliava, era un uomo col cappello sotto il portico e l’ombrello nel deretano! Stava cercando di dare una spiegazione a quell’ immagine, che pensava essere soltanto una creazione della sua mente alterata, quando le arrivò ancora quell’ insopportabile tanfo e riuscì a trattenere il vomito il tempo di girarsi e spruzzare bucatini e vino sul tappeto. Barcollò, girò la testa prima a destra e poi a sinistra lentamente cercando qualcosa, si lasciò cadere sulle ginocchia in un rumore cupo. Il suo compagno aprì la porta del bagno circospetto, vedendola fece per aiutarla e fu in quel momento che lei lo vide! Si, lo vide. Ebbe il tempo di sentire in lontananza il suo vicino di pianerottolo urlare qualcosa e portò con sé la sua voce nel viaggio che intraprese nel suo svenimento.
“Cazzo, mi si sono rotti i cappucci!” urlò con il cacciavite in mano. L’elettricista ne aveva le palle piene di questa quarantena, stanco e depresso si addormentò sul divano e tutto prese fuoco. Non gli importava di tutte le restrizioni, non gli importava di abituarsi ad un nuovo modo di vivere…forse non gli era mai importato di vivere e già aveva fatto fatica ad abituarsi al vecchio modo, figurarsi prodigarsi nel costruirne uno nuovo! vaffanculo! non credeva ai fanatici del progresso, come non credeva agli illusi del “torneremo meglio di prima”. Storie di millenni! vaffanculo, non avrete il mio appoggio.
Questo pensò quando scrisse sul muro, incidendolo col suo cacciavite:
“Neanche la sigaretta mi aiutava, allora ne presi un’altra, la rigirai per le mani e decisi che si, si per oggi poteva bastare!

Commenti
Posta un commento