OTTAVO RACCONTO Per strada Non riusciva a capire a cosa servisse sottoporsi al trattamento di agopuntura. Il dottore le spiegò che per venire fuori da questa epidemia fosse necessario procedere lentamente a discuterne prima. Mentre era seduto lì sul lettino ad un certo punto entrò l’infermiera con un vassoio con tante siringhe messe in fila e fu così che svenne. La stanza scomparve e quel non luogo lo angosciava, vagò nel nulla fino ad arrivare a due finestre chiuse, cercò un modo per aprirle, prima una poi l’altra, ma non avevano nessuna maniglia, nessuna leva, nulla che le potesse far smuovere dalla loro rigidità. Diede dei pugni sulle vetrate e sentì dei colpi attutiti, sordi, non erano vetri. Cercò di guardare attraverso la loro opacità e gli sembrò di riconoscere i suoi baffi che si levavano ritti e più giù le sue scarpe. Cadde all’indietro, ma il pavimento che gli era sembrato così duro quando ci camminava su, era in realtà soffice e caldo a contatto col suo sedere. Si sdr...