LEGGENDO - IL CIELO È DEI VIOLENTI di Flannery O’Connor

 




IL CIELO È DEI VIOLENTI


Flannery O’Connor

Minimum Fax – pag.231


Dalle prime righe de ‘Il cielo è dei violenti’ ci si immerge immediatamente nel mondo di Francis Marion Tarwater, ragazzo irrequieto, tormentato, invaso da dubbi e in cerca di risposte, e si può già dalla prima pagina decidere se andare avanti nella lettura o aspettare il momento giusto per approcciarvisi. La certezza è che il ritmo e i toni non cambieranno, perché la scrittura di Flannery O’Connor è consapevole ed asciutta, non cerca scorciatoie per spogliare lentamente, strato dopo strato, i protagonisti, fino a rivelarli a loro stessi prima che al lettore. È un’operazione attenta che lascia confluire le vite di Francis, suo prozio Mason, suo zio Rayber e il figlio di quest’ultimo Bishop, in affluenti che non giungeranno mai ad un unico punto di raccolta, neanche quando sembreranno avvicinarsi. Al di sopra di tutto il Signore Onnipotente, il battesimo come sola via per raggiungere la libertà e l’inevitabilità di qualsiasi azione per celebrarlo. E poi l’odore della terra dopo l’aratura, lo sguardo sul fico e il granturco, l’elevarsi delle cime degli alberi nel bosco, il contatto dei piedi nudi sul marciapiede, il sudore che scivola dalla fronte al collo, perché le parole sono così ponderate da offrire immagini da sentire addosso oltre che da vedere.

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