LEGGENDO
Passeggiando per la città che
vivo mi piace credere che ogni oggetto, ogni immagine, ogni colore, non sia lì
per caso, ma sia stato scelto e curato perché affine all’animo dei suoi
abitanti. Perché quando qualcosa passa dall’essere individuale all’appartenere
alla comunità, guadagna inevitabilmente un suo spazio e una sua ragione d’esistere,
che resistendo al tempo, si conserva e diventa memoria. Passeggiando per la
città che vivo mi piace perdermi in piccoli vicoli che ancora non conosco,
scoprire che anche loro sono scrigni di voci che trovano spazio su uno scorcio
scrostato di muro per decantare l’uguaglianza. Passeggiando per la città che
vivo mi piace viaggiare in tempi passati in cui l’oscurità dei portici era
rifugio o luogo di chissà quali suggestivi intrighi e cospirazioni.
Passeggiando per la città che vivo mi piace fermarmi in qualunque luogo ad
abbeverarmi ad un libro, stretta da un forte abbraccio che è senso di
condivisione. Sapere, sognare, viaggiare, conoscere, recitare, passeggiare,
costruire, donare… un’infinità di mondi possibili si possono sfogliare quando
non si ha possibilità di andare, in un’infinità di mondi ci si può smarrire e
ritrovare, in un’infinità di mondi ci si può rifugiare in un tempo tutto per se
stessi rubato al quotidiano, un’infinità di mondi si possono mettere in valigia
per farsi accompagnare nel viaggio di una settimana o di una vita. Il tempo per
leggere è un tempo privato, il tempo per parlarne è quello che dedichiamo a
questo spazio.

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